piantiamoalberi

Perchè piantare alberi:
Nella natura ogni elemento ha la sua importanza: l’acqua, le rocce, l’aria, i vegetali e gli animali. Come in un mosaico ogni elemento ha un suo ruolo ed è collegato a tutti gli altri; per questo viene chiamato ecosistema, e gli alberi rappresentano l’anello fondamentale per la vita sul pianeta Terra.
Gli alberi assorbono anidride carbonica restituendo all’ecosistema ossigeno, elemento indispensabile per la vita, vapor acqueo e humus che rende fertile il suolo (un solo albero assorbe 10 Kg di anidride carbonica all’anno nei suoi primi dieci o venti anni di vita) .
La presenza degli alberi è fondamentale per combattere anche l’effetto serra, una delle maggiori minacce per la vita del pianeta. Questo fenomeno è proprio causato dall’eccessiva presenza nell’atmosfera di anidride carbonica che imprigiona i raggi solari – una volta giunti al suolo – impedendo al calore di tornare nello spazio in giusta quantità.
Gli alberi inoltre svolgono una importante azione di protezione del suolo, dall’erosione causata dall’acqua piovana. Con il loro vasto sistema di radici che affondano nel terreno, “trattengono” il suolo e lo proteggono compattandolo. In un bosco infatti l’erosione è ben 16 volte inferiore rispetto a quella che colpisce un nudo terreno.
I loro rami infine ospitano mille specie diverse di altri organismi: funghi, insetti, uccelli, scoiattoli, e nello stesso tempo proteggono le colture perché gli animali che lo abitano sono predatori anche di insetti nocivi dei campi coltivati.

Gli alberi sono sempre stati considerati sacri, e ad essi venivano dedicate preghiere perchè si vedeva in loro l’espressione del divino, e oggi a maggior ragione devono esserlo considerati ancora di più sacri. Dovremmo proteggerli e ringraziarli ogni giorno per la funzione vivificante da essi svolta per la nostra atmosfera: niente alberi, niente vita sulla terra. Claude Lévi-Strauss, antropologo francese ha scritto: “Da aperta che era un tempo, l’umanità si è sempre più rinchiusa in sé stessa. La visione antropocentrica non riesce a vedere, al di fuori dell’uomo, altro che oggetti. La natura nel suo complesso ne risulta sminuita. Un tempo, in lei tutto era un segno, la natura aveva un significato che ognuno nel suo intimo percepiva. Avendolo perso, l’uomo di oggi la distrugge e con ciò si condanna.”

Le foreste ieri e oggi:

Una delle reazioni che si possono avere di fronte a fenomeni impressionanti come la distruzione della natura, è pensare che non ci sia nulla da fare. Ognuno sente che sta succedendo qualcosa di grave, che il clima impazzisce, il caldo aumenta, il territorio si deteriora, ma pensa che così va il mondo, purtroppo. Non è vero! Ogni singola persona può contribuire a cambiare le cose nel suo campo, se ha abbastanza informazioni e voglia di non lasciarsi trascinare inerte verso la catastrofe
«Portami un frutto da quell’albero».
«Eccolo».
«Aprilo».
«L’ho aperto».
«Cosa vedi al suo interno?».
«Dei piccolissimi semi, o venerabile».
«Aprine uno».
«L’ho aperto».
«Cosa vedi al suo interno?»
«Nulla di nulla».
«Figlio mio, da codesto nulla di nulla, in verità, nasce quest’albero maestoso.
Da codesto nulla di nulla è costituito ciò che esiste:
quello è il reale, è l’essenza.
Quello sei tu, Svetaketu».

(Chandogya Upanishad – © copyleft perle.risveglio.net)

La voce dell’albero
L’albero parla, ma tu non sai
più ascoltarlo uomo,
t’allontani dalla verità.

Fermati al suo cospetto
ora che il vento culla le sue fronde
e sibila fra i suoi rami.

Ammira la sua nuova cima ballerina
danzar con le nuvole,
le sue tenere foglie giuocar col sole
in una giostra di luci ed ombre
che animano il suolo.

Respira il suo intenso profumo
e riposa alla frescura della sua grande ombra.
Abbandonati alle sue parole uomo
e riconosci la tua umiltà in
questo mondo, di cui sei figlio e non padrone.