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Tashi Boarding School

Nel gennaio 2005, è terminata la costruzione della TASHI BOARDING SCHOOL che ospita bambini profughi tibetani, ma anche bambini nepalesi che altrimenti non potrebbero avere una istruzione. Tutto questo grazie al contributo di tanti generosi donatori e alla Butterfly Onlus , che ha progettato e costruito la scuola, garantendone ora parte dei fondi per l´operativitá della stessa, Oltre alle classi elementari e medie primarie dove viene insegnata anche la lingua tibetana, può garantire vitto e alloggio a circa 200 alunni. La scuola è dotata di dieci aule, cucina e mensa, palestra, laboratorio, servizi, dormitori separati per ragazzi e ragazze, appartamenti per preside, ospiti e professori residenti e tempio per la preghiera e l´insegnamento religioso.

Come sostenere il progetto

La nostra associazione sostiene questa iniziativa, con donazioni liberali di denaro effettuate direttamente a Tashi Tsering Lama* o raccogliendo materiale per i bambini orfani ospitati nella struttura. Chi vuole contribuire a sostenere questi bambini può farlo tramite queste modalità:

effettuare l’ adozione a distanza, per un costo di 380 euro annuali; per informazioni chiedere a: Associazione culturale tibetana (Tel/fax 059-293675)

effettuare una donazione libera di denaro con Bonifico Bancario rivolgendovi direttamente a: Associazione culturale tibetana (Tel/fax 059-293675) .

* Tashi Tsering Lama, è stato presidente della Comunitá tibetana in Italia, ora è presidente della Associazione cultura tibetana. E’ fuggito con la sua famiglia dal Tibet a seguito dell´invasione cinese del 1959, attualmente è direttore della Casa del Tibet, a Votigno di Canossa (Reggio Emilia), dove risiede insieme a sua moglie Lamu e alle sue due figlie. All’età di sette anni, è entrato in monastero dove è stato ordinato monaco e dove ha studiato per 15 anni specializzandosi in Tantrismo, in pittura Tibetana, e più tardi nei Sutra, con grandi maestri come Nawang Norbu, Chortin Jamaing e Sangye Gyatso. Avendo ricevuto iniziazione dai Maestri Tantrici, ha approfondito le tecniche della pittura dei Thanka, sviluppando così una profonda attenzione per la protezione della cultura tibetana. Ben presto si è guadagnato l’appellativo di “Golden Painter ” (pittore d’oro) per la sua particolare abilità nell’uso dell’oro, e viene considerato uno dei migliori pittori tibetani viventi.

La questione dell’istruzione in Tibet

“Alle persone che mi chiedono perché la cultura tibetana è così preziosa rispondo che la nostra cultura religiosa ha la capacità di mostrare i metodi per cambiare la mente e lo stato della propria interiorità. Per questo ritengo che sia utile e possa dare un aiuto importante non solo al popolo tibetano che segue al dottrina buddista, ma a tutti gli esseri umani.”

(S.S. il Dalai Lama durante il discorso di inaugurazione del Museo del Tibet a Votigno -RE-)

EMERGENZA ACQUA PER UNA PICCOLA COMUNITA’ DEL TIBET ORIENTALE

L’Associazione Dawa è una associazione senza scopo di lucro il cui principale intento consiste nell’aiutare una piccola comunità tibetana che vive nel Kham, una zona remota e davvero sperduta tra le alte montagne dell’estremo Tibet orientale, basti pensare che la corrente elettrica è arrivata in questo posto solo nel 2004.
In questo villaggio sorge un monastero che ospita 1500 monaci e monache e un villaggio adiacente nel quale vivono all’incirca 2000 persone, inoltre 400 tra disabili, anziani e indigenti ricevono cura, cibo e alloggio presso questo monastero. Questa è una zona molto importante per la preservazione della tradizione spirituale del buddismo tibetano, e qui esistono ancora Lama che trasmettono insegnamenti spirituali di
questa tradizione sia a monaci sia alla popolazione laica, cosa non più così comune oggi in Tibet.

In questa comunità tra i tanti problemi che devono affrontare quotidianamente, ne esiste uno particolarmente serio: quello dell’acqua potabile. Ad oggi esiste infatti solo un’unica fonte di acqua pulita che serve tutta la comunità. Per qualsiasi bisogno idrico l’acqua è raccolta manualmente e trasportata sulla schiena con l’aiuto di tante persone fin dove serve, e spesso tra condizioni atmosferiche davvero proibitive. Ricordiamo infatti che la zona si trova a ca. 4000 mt.
L’acqua serve loro per bere, cucinare e lavarsi, ma anche per l’agricoltura, per irrigare i nuovi alberi messi a dimora (la zona è ora arida perché è stata completamente disboscata e tutto il legname venduto, non dagli abitanti della zona chiaramente), e per il locale ospedale finito di costruire nel 2007. In questa struttura la popolazione è curata in base ai principi della medicina tradizionale tibetana, e vengono preparati antichissimi rimedi a base di erbe locali raccolte manualmente e trasformate in pillole distribuite gratuitamente.

Il progetto “emergenza acqua” consiste nel portare l’acqua da 6 piccole sorgenti poste nei dintorni, in 3 grandi vasche di raccoglimento per essere poi confluita vicino ai fabbricati. Il progetto prevede diverse fasi:
– La costruzione di una strada principale inferiore, una strada mediana e una superiore nel villaggio, (attualmente esistono sentieri, carreggiate e mulattiere fangose e scoscese).
– L’installazione di condotti per l’acqua negli edifici più importanti come nelle cucine, bagni pubblici, e ospedale.
– La costruzione di vasche settiche per i bagni già esistenti (a scopo sperimentale erano stati costruiti i primi 5 bagni), e ora è previsto di costruirne almeno altri 60 con relativa fossa biologica.
-La costruzione di un sistema d’irrigazione per la riforestazione, il fabbisogno agricolo e quindi anche alimentare.
Tutto questo richiede sforzi di natura economica al di fuori della portata di questa piccola comunità.
Un budget accurato è stato stilato da tecnici locali insieme a tecnici occidentali e la cifra totale per realizzare l’intero progetto ammonta a circa 415.000 dollari.

Che cosa puoi fare tu:
Nel caso volessi far conoscere ad amici e conoscenti questa necessità puoi far conoscere il sito dell’associazione www.associazionedawa.it
Puoi anche decidere di donare il tuo “cinque per mille” all’Associazione Dawa, e per fare questo, è sufficiente indicare nella tua dichiarazione dei redditi Associazione Dawa quale destinataria del “cinque per mille”, e inserire nell’apposito spazio (presente su ogni modello) il numero di codice fiscale dell’Associazione, che è: 90033770125
Puoi contribuire ulteriormente inviando un tuo contributo libero sul conto corrente postale seguente, specificandone la causale:
c/c postale N°: 80194418
intestato a: ASSOCIAZIONE DAWA, V. Machiavelli, 2 – 21052 Busto Arsizio (VA) Busto Centro
Codice IBAN: IT07 H076 0110 8000 0008 0194 418
Codice Bic/Swift: BPPIITRRXXX Cin H ABI 07601 CAB 10800
Per contatti ecco l’indirizzo e-mail dell’Associazione: [email protected]
ASSOCIAZIONE DAWA, Via Machiavelli, 2 – 21052 BUSTO ARSIZIO (VA)